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DL Infrastrutture: Proposte ANCE in materia di Opere Pubbliche

Si è svolta l’audizione informale dell’ANCE, in videoconferenza, presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, sul disegno di legge di conversione del DL121/2021  “Infrastrutture”

Al centro dell’audizione il Decreto recante “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali” (DL 3278/C).

L’ANCE ha, in sede di audizione, rappresentato che il provvedimento deve offrire soluzioni ad alcuni nodi rimasti irrisolti negli ultimi decreti e che rischiano di mettere a rischio la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e di bloccare la dinamica positiva innescatasi nel settore delle costruzioni, determinando effetti negativi per crescita e occupazione.

Il Vice Presidente ANCE per le opere pubbliche, Edoardo Bianchi ha ricordato, in premessa, come nel corso degli ultimi mesi, l’Ance abbia più volte espresso apprezzamento per le misure adottate dal Governo per favorire il rilancio del settore delle costruzioni e l’accelerazione della realizzazione degli investimenti infrastrutturali indispensabili a riportare il Paese su un sentiero di crescita duratura. Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione del legislatore sulla necessità di affrontare alcune questioni fondamentali per contribuire a raggiungere questo obiettivo, adottando misure urgenti volte ad offrire una soluzione concreta ed efficace a queste problematiche

Appare quindi urgente, già nella fase di conversione del decreto:

  • Adottare misure per fronteggiare la mancanza e l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione nel settore dell’edilizia privata,
  • Introdurre maggiore pubblicità, trasparenza e rotazione nelle procedure di gara previste per la realizzazione di tutti i principali programmi di investimento dei prossimi anni (PNRR, Piano complementare, Fondi strutturali europei),
  • Prevedere una soluzione per il “caro materiali” nei lavori pubblici con riferimento al secondo semestre 2021,
  • Introdurre l’obbligo per la P.A. di suddividere gli appalti in lotti anche su base quantitativa, in caso di affidamento di opere cd “a rete” e lavori di manutenzione, di importo più rilevante (sopra-soglia), al fine quindi di garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese a tali gare,
  • Prevedere una sistema di garanzia “alla francese” negli appalti pubblici.
    In merito alle regole di affidamento dei lavori pubbllici, ha altresì rilevato che il  decreto “Semplificazioni” n 77/2021, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, introducendo ulteriori procedure derogatorie per gli affidamenti del PNRR, si pone in linea di continuità con le scelte “derogatorie” già compiute con i decreti nn. 76/2020 (decreto “Semplificazione”) e 32/2019 (decreto “Sblocca-cantieri”). La scelta del legislatore di generalizzare il ricorso alla procedura negoziata e di sacrificare i principi di pubblicità determinerà un forte restringimento della concorrenza, decretando, peraltro, la fine dell’istituto del raggruppamento temporaneo d’impresa, ossia dello principale strumento di organizzazione delle PMI. Occorre quindi definire correttamente le regole del mercato, cosi da stimolare la massima concorrenza.
  • In tale ottica, la conversione del decreto “Infrastrutture” (n. 121/2021) deve rappresentare l’occasione per superare le criticità connesse all’assenza di garanzie di pubblicità, trasparenza e rotazione, nello svolgimento delle procedure negoziate di cui al decreto-legge n. 77/2021, per l’affidamento degli interventi del PNRR, del PNC, nonché dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione Europea.
  • Occorre infatti consentire, per l’affidamento di tali interventi, la più ampia partecipazione degli operatori economici, nonché rendere possibile il ricorso all’istituto dei raggruppamenti temporanei d’impresa, sulla falsariga di quanto già previsto dal decreto-legge n. 76/2020, convertito con modificazioni nella legge 120/2020. Più in generale, è forte il timore che i principi comunitari a tutela di tale segmento imprenditoriale, di cui allo Small Buisiness Act, possano essere sacrificati.
    Al riguardo, basti pensare che, ad esempio, la Missione 3 del Recovery Plan – denominata “infrastrutture per una mobilità sostenibile“ – dedica 28,30 miliardi di euro (dei 31,9 disponibili) all’Alta Velocità di rete e alla manutenzione stradale 4.0 (cd componente 1). Si tratta all’evidenza di grandi interventi. Peraltro, con un recente decreto, sono stati nominati 29 commissari per la realizzazione di 57 opere, per un totale di circa 83 miliardi di euro, suddivise in 150 lotti. L’importo medio di tali interventi è assai elevato, ammontando a circa 550 mln di euro. Lo stesso dicasi per la seconda lista di 40 opere per un valore complessivo di 13 miliardi. Anche in questo caso, il lotto medio è di grande importo. Ora, senza dubbio, alcune opere sono caratterizzate da quella “unicità funzionale” tale da impedire, sotto il profilo progettuale e realizzativo, una loro suddivisione in lotti di minori dimensioni. Il riferimento è, ad esempio, ad alcune infrastrutture idrauliche, o anche ad alcune opere ferroviarie. Analoga considerazione vale per alcune grandi opere per le quali è stato già individuato il soggetto realizzatore (Metro C Roma). Altri interventi, tuttavia, soprattutto se a rete, non sono caratterizzati da tale inscindibilità realizzativa. Si pensi, ad esempio, ad alcune opere stradali (come la Fano-Grosseto).

I principi dello Small Business Act, oltre a quelli fissati delle direttive comunitarie, impongono allora di favorire l’accesso al mercato da parte delle MPMI, procedendo ad una loro adeguata divisione in lotti su base quantitativa, cosi da garantire la massima partecipazione e la tutela del mercato, da tradurre in apposito precetto normativo.

Igino Carulli

Igino Carulli