Secondo l’Osservatorio congiunturale ANCE, disponibile presso gli uffici associativi, il settore delle costruzioni conferma il percorso di crescita intrapreso ad inizio del 2021, dopo la battuta d’arresto registrata nell’anno della pandemia registrando un incremento record del +16,4% in termini reali, derivante da aumenti generalizzati in tutti i comparti.
Secondo l’Osservatorio congiunturale presentato lo scorso 23 febbraio il settore delle costruzioni conferma il percorso di crescita intrapreso ad inizio del 2021, dopo la battuta d’arresto registrata nell’anno della pandemia. La stima dell’Ance per lo scorso anno è di un significativo incremento del +16,4% in termini reali, derivante da aumenti generalizzati in tutti i comparti. Una crescita importante, che non si registrava da moltissimi anni e che non costituisce solo un mero rimbalzo statistico a seguito dello shock pandemico: il confronto con il 2019, anno prepandemico, rimane, infatti, comunque positivo (+9,1%), a conferma che le costruzioni si sono avviate verso una graduale ripresa. La crescita del 2021 (+16,4%) Consentirà di recuperare ampiamente i livelli precovid, dopo la flessione del -6,2% registrata nel 2020; rimane, tuttavia, ancora elevato il gap produttivo con l’inizio della crisi settoriale (-28,8% di investimenti rispetto al 2007, ovvero una perdita di 60 miliardi annui di investimenti in costruzioni.
Per quanto riguarda i singoli comparti relativamente alla nuova edilizia residenziale, la stima Ance è di un aumento del 12% in termini reali, collegata all’andamento positivo dei permessi di costruire in atto dal 2016.Per gli investimenti in recupero abitativo, giunti a rappresentare il 37,5% del totale settoriale, si registra un segno particolarmente positivo e pari al +25%. Tale stima, ampiamente superiore rispetto a quanto formulato negli anni precedenti, tiene conto degli effetti sui livelli produttivi della rapida ripresa della domanda stimolata dagli eccezionali incentivi per la ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio abitativo che hanno reso gli interventi sugli edifici esistenti un’occasione irripetibile: il bonus facciate al 90%, il Superbonus 110% e gli altri bonus “ordinari”. Un ruolo fondamentale è stato giocato anche dai meccanismi di cessione del credito e dello sconto in fattura, che hanno permesso di limitare l’impegno finanziario da parte dei cittadini.
Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali, segnano un aumento del +9,5%, a conferma di una dinamica positiva in atto dal 2016, intervallata dal segno negativo dell’anno pandemico
Anche per il comparto delle costruzioni non residenziali pubbliche si evidenzia una crescita consistente: +15% nel 2021 rispetto all’anno precedente. Tale stima tiene conto delle misure a sostegno degli investimenti pubblici messe in campo dal Governo negli ultimi anni soprattutto a favore degli enti territoriali, nonché dell’avvio e del potenziamento dei lavori in corso per alcune importanti opere infrastrutturali.
L’anno in corso si apre con alcune importanti criticità che potrebbero compromettere la ripresa del settore delle costruzioni. Oltre agli eccezionali incrementi dei prezzi dei principali materiali da costruzione e all’accelerazione dell’inflazione – problematiche già esplose nel corso del 2021 – si è infatti aggiunto un ulteriore fattore di incertezza, ovvero l’introduzione di forti limitazioni alla cessione del credito nel recente Decreto Sostegni-ter, che hanno bloccato gli investimenti nei primi mesi del 2022. Al momento della redazione del presente Osservatorio non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge con cui il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 18 febbraio scorso, ha inteso correggere gli effetti del DL sostegni-ter. A seguito di tale intervento, la previsione dell’Ance per il 2022 è di un lieve aumento degli investimenti in costruzioni del +0,5% rispetto agli elevati valori raggiunti nel 2021.
A seguito di tale intervento, la previsione dell’Ance per il 2022 è di un lieve aumento degli investimenti in costruzioni del +0,5% rispetto agli elevati valori raggiunti nel 2021. Tale risultato risente del mancato apporto espansivo della manutenzione straordinaria per la quale si stima una flessione del -8,5%. Il dato deriva dal momentaneo blocco delle cessioni dei crediti, che investe non solo il Superbonus ma anche i bonus ordinari. Inoltre, si ricorda che per le unifamiliari la proroga del Superbonus è condizionata all’aver realizzato al 30 giugno almeno il 30% dei lavori, con il conseguente ridimensionamento, su base annuale, di questo segmento di mercato, che ha rappresentato, nel 2021, circa il 50% degli investimenti realizzati.